Modello psicologico di riferimento

Il modello cognitivo – interazionista

L’approccio si inserisce all’interno delle psicologie post – moderne di cui fanno parte il costruzionismo sociale, il costruttivismo e l’approccio strategico. Tali teorie vengono accomunate da una visione pluralista dell’identità, storicamente e culturalmente collocata.
Il modello Interazionista si contraddistingue da altri approcci per il pluralismo teorico e il pragmatismo conoscitivo con cui si muove il professionista (Salvini, 1988). Lo psicologo che utilizza tale modello teorico è infatti consapevole della molteplicità dei punti di vista: molteplici possono essere le versioni di una stessa realtà, gli strumenti e le modalità per farvi fronte e, soprattutto, gli orizzonti percorribili di cambiamento. 
Nella pratica le tecniche utilizzate sono derivate da differenti approcci in base alla persona che chiede consulenza, al problema che porta e al modo peculiare con cui questo si è costruito e viene a mantenersi. In modo pragmatico lo psicologo integra tecniche cognitive, strategiche, narrative, dialogiche, olistiche e costruttiviste.
La teoria alla base interpreta i comportamenti e gli stati mentali problematici come tentativi disfunzionali di adattamento alle situazioni e ai relativi contesti di vita.
La persona che soffre è bloccata in pensieri, comportamenti e schemi mentali che la inducono a stare male, pertanto il percorso psicologico si muove nella direzione di aumentare le alternative possibili.
Il percorso psicologico, inoltre,  si articola sulla base di obiettivi concordati insieme e sono peculiari e diversi per ogni persona.
Tra i riferimenti teorici troviamo: A. Salvini, W. James, G. H. Mead e la scuola di Chicago, G. Bateson, P. Watzlawick e il gruppo di Palo Alto, la seconda cibernetica di H. Von Foerster e E. V. Glasersfeld, K. Gergen, A Schutz, J. Bruner, L. Vygotskij.

“Ciò che si crede di sapere spesso offusca ciò che si potrebbe sapere.”

Gaston Bachelard, epistemologo